Italia e Germania più simili di quanto si creda..
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Nella seconda parte dell’intervista esclusiva condotta con Robert Andres, General Manager della tedesca Topik Business Services GmbH, abbiamo voluto focalizzare la nostra attenzione sulle differenze tra il mercato del VoIP tedesco ed italiano. Abbiamo quindi chiesto ad Andres di tracciare un breve status del mercato tedesco.
“In Germania ormai il mercato dei servizi ‘Primary Line’ in sostituzione alla telefonia fissa tradizionale ha subito uno sviluppo esponenziale, fortemente supportato dall’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni con l’imposizione della liberalizzazione dell’ultimo miglio. Ora gli utenti privati hanno accesso ai servizi di telefonia tramite un solo provider (ad esempio il fornitore del servizio di TV via cavo o della linea DSL, non necessariamente Telekom) e le aziende possono mettere in rete i propri centralini IP-PBX attraverso un „SIP-trunk“ o acquistare servizi IP-Centrex completi dal proprio provider. Attraverso l’accesso alla rete a banda larga qualsiasi provider può offrire servizi VoIP sull’intero territorio nazionale, una cosa impensabile con le reti telefoniche pubbliche tradizionali TDM (time division multiplexing). In questo modo si spiega come puri carrier VoIP come SIPgate siano riusciti ad affermarsi nel corso degli anni. Oggi oltre 100.000 clienti al mese passano dalla Deutsche Telekom alla concorrenza.”
In Italia stiamo sperimentando uno sviluppo esplosivo di System Integrator che producono e commercializzano propri dispositivi IP-PBX basati su tecnologie open-source. La motivazione di tale proliferazione pare essere un rapporto prezzo/prestazioni migliore rispetto a sistemi proprietari (Cisco, Avaya, Mitel ecc.), che ha dato vita ad una nicchia di mercato con un forte potenziale. Chiediamo ad Andres se ha notato questo sviluppo anche in Germania o se lì si preferisce puntare su grossi nomi con una solida storia nell’ambito delle telecomunicazioni: “Rispetto ai PBX proprietari, i sistemi open-source consentono di combinare i servizi più disparati, quali server fax, centralini telefonici, gateway, server per banche dati, servizi CRM, condivisione delle rubriche telefoniche in rete, server DHCP e IM, ecc. in un solo dispositivo. L’integrazione di tutti questi servizi acquistati singolarmente come prodotti a sè stanti richiederebbe un investimento notevole, ecco quindi il vantaggio primario di implementare tutte queste funzioni su un unico sistema open-source. Questo tipo di approccio ha raggiunto in Germania un elevato grado di preferenza, le soluzioni basate su Asterisk detengono la maggior quota di mercato.”
In Italia Skype ha ormai raggiunto il livello di sinonimo della telefonia via internet, ci chiediamo se questo sviluppo si registra nello stesso modo anche in Germania e vorremmo sapere se Skype o sistemi simili vengono impiegati anche in ambito aziendale o più da privati. “Skype non è solo internet telephony, offre messaggistica istantanea, consente di verificare la presenza online dei propri contatti, e consente di accedere a diversi servizi offerti però anche da altri client di IM, tra cui anche Google. Presso gli utenti privati Skype è molto gradito, è facilmente configurabile ed offre una qualità audio sorprendente in presenza di banda sufficiente, però è un sistema proprietario, non trasparente e non mantenibile attraverso SLA (service level agreements). Ne consegue che in Germania, specie in ambito professionale, si preferisce di gran lunga impiegare soluzioni basate su SIP.”
Ringraziamo Robert Andres per l’interessante analisi di similitudini e differenze tra i nostri Paesi rispetto all’impiego della tecnologia VoIP.
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